Ma Il piccolo principe non è appena una bella favola, quanto piuttosto una specie di piccola ‘divina commedia’: come Dante, anche il piccolo principe attraverso tutti i personaggi che incontra (un campionario di tipi umani diversissimi e confinati nel piccolo mondo in cui si sono auto reclusi, nell’’inferno’ di una perfetta solitudine), fa un percorso di conoscenza al termine del quale capisce di più il senso della vita, il ciò per cui vale la pena vivere, fino all’incontro supremo, misterioso, con il serpente con cui si compie il suo destino sulla terra.
Fatti e personaggi del Piccolo principe, un racconto che “vuole essere preso molto sul serio”, assumono pertanto una valenza simbolica che provoca il lettore ad allargare la sua mente ad una comprensione più profonda della realtà e mobilita il suo cuore ad un’adesione più consapevole ad essa.
Sono due, a mio avviso, i temi fondamentali del racconto:
a) il tema dell’amicizia: siamo fatti per avere legami veri di amicizia e questa struggimento percorre tutte le pagine del racconto. “Addomesticami” dice la volpe al piccolo principe, cioè rendimi familiare a te, uno di casa;
b) il tema della conoscenza: “l’essenziale è invisibile agli occhi” perché ciò che conta davvero nella vita, come l’amicizia, si conosce attraverso il metodo del segno che sollecita a non fermarsi alla pura registrazione di quanto si vede e di quanto accade ma ad andare al fondo della realtà, interrogandone il senso.
Lo spettacolo, andato in scena più volte nel corso dei saggi di classe e di istituto dell’anno scolastico 2009/2010, si ispira liberamente alla sceneggiatura che il grande regista Orson Welles ricavò nel 1943 dal racconto dello scrittore francese Antonie de Saint-Exupéry con l’intento di realizzarne un film che poi non fu mai girato.
Il testo, recitato a più voci, è commentato musicalmente da 9 brevi brani per pianoforte a 4 mani e percussioni, appositamente composti dall’amico e collega Mauro Franceschi.
Le musiche si inframmezzano alla recitazione illustrata dai disegni tracciati sul momento su lucidi e proiettati su schermo con l’ausilio di una lavagna luminosa (oppure da tablet).
Recitazione-musica-disegno concorrono così ad una maggiore immedesimazione nel racconto, invitando a non soffermarsi appunto al ‘racconto’ ma a interrogarsi sul suo messaggio.
Il Quaderno non vuole appena documentare un’originale esperienza didattica, ma offrire gli strumenti per una sua riproposizione a tutti coloro che condividono il segreto del ‘piccolo principe’: «si vede bene soltanto con il cuore; l’essenziale è invisibile agli occhi.»
È possibile effettuare il download del testo con le immagini, degli spartiti dei brani pianistici e ascoltare le tracce audio cliccando qui
Giuliano Tonini