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front L’Istituto per l’educazione musicale in lingua italiana A. Vivaldi di Bolzano è da considerare un’istituzione particolare, se non addirittura unica, a livello nazionale. Fondato con legge della Provincia autonoma di Bolzano nel 1977 contemporaneamente al parallelo Istituto in lingua tedesca e ladina, il Vivaldi si è imposto all’attenzione degli appassionati e degli allievi come centro didattico, ma anche come officina di cultura e di produzioni artistiche.

Il Vivaldi è diventato così un tassello importante in ambito non solo strettamente musicale. Le diverse iniziative, realizzate in collaborazione con numerosi enti provinciali, nazionali ed esteri, hanno contribuito ad una significativa diffusione di una cultura musicale che pone Bolzano e la sua provincia in una situazione di particolare fermento.

Attualmente gli allievi coinvolti nei diversi corsi ordinari, straordinari, nei laboratori, nei seminari e nelle attività di supporto alla scuola pubblica sono infatti circa 7.000, suddivisi in 11 sedi sparse in provincia. Dalla classica all’antica, dal jazz alla contemporanea, dalla musica leggera alle più svariate forme repertoriali; tutto si trasforma in note al Vivaldi secondo il principio di Mozart: «tutto dovrebbe essere solo, soltanto e solamente musica». Davvero un modo intelligente e produttivo per crescere e vivere insieme.


Christian Tommasini, Vicepresidente della Provincia e Assessore all’edilizia abitativa, cultura, scuola e formazione professionale in lingua italiana


Classic All


Calendario generale




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musica classica per tutti,

suonata dagli allievi dell'Isituto Vivaldi.

Ingresso libero.

 

 

 

Martedì 4 giugno

ore 20.30 Museion - Sconfinando

 

Mercoledì 5 giugno

ore 17.00 Castel Mareccio Cortile - Entrée

ore 17.30 Castel Mareccio Sala Hendl - A 6 corde

ore 18.00 Castel Mareccio Cortile - Note di cortile

ore 19.00 Castel Mareccio Sala Roemer - La sala dei Musici

ore 20.30 Castel Marecci Cortile - Note di corte

 

Giovedì 6 giugno

ore 18.00 Sala Vivaldi - Pomeriggio al Vivaldi

ore 20.30 Sala Vivaldi - Sera al Vivaldi

 

Venerdì 7 giugno

ore 17.00 Conservatorio Monteverdi, Sala Micheangeli - Pomeriggio musicale

ore 18.30 Conservatorio Monteverdi Sala specchi - Saggio classe di violino metodo Suzuki

ore 20.30 Conservatorio Monteverdi Sala Michelangeli - Concerto per Soli Coro e Orchestra


primopiano

Il piccolo principe



Il piccolo principe (1943) dello scrittore francese Antonie de Saint-Exupéry (1900–1944) è la più bella storia per ragazzi (ma non solo) scritta nel Novecento, certamente la più letta e la più tradotta in tutte le lingue del mondo.


003 - piccolo principe

Ma Il piccolo principe non è appena una bella favola, quanto piuttosto una specie di piccola ‘divina commedia’: come Dante, anche il piccolo principe attraverso tutti i personaggi che incontra (un campionario di tipi umani diversissimi e confinati nel piccolo mondo in cui si sono auto reclusi, nell’’inferno’ di una perfetta solitudine), fa un percorso di conoscenza al termine del quale capisce di più il senso della vita, il ciò per cui vale la pena vivere, fino all’incontro supremo, misterioso, con il serpente con cui si compie il suo destino sulla terra.

 

Fatti e personaggi del Piccolo principe, un racconto che “vuole essere preso molto sul serio”, assumo­no pertanto una valenza simbolica che provoca il lettore ad allargare la sua mente ad una comprensione più profonda della realtà e mobilita il suo cuore ad un’adesione più consapevole ad essa.

 

Sono due, a mio avviso, i temi fondamentali del racconto:

 

a) il tema dell’amicizia: siamo fatti per avere legami veri di amicizia e questa struggimento percorre tutte le pagine del racconto. “Addomesticami” dice la volpe al piccolo principe, cioè rendimi familiare a te, uno di casa;

 

b) il tema della conoscenza: “l’essenziale è invisibile agli occhi” perché ciò che conta davvero nella vita, come l’amicizia, si conosce attraverso il metodo del segno che sollecita a non fermarsi alla pura registrazione di quanto si vede e di quanto accade ma ad andare al fondo della realtà, interrogandone il senso.

 

Lo spettacolo, andato in scena più volte nel corso dei saggi di classe e di istituto dell’anno scolastico 2009/2010, si ispira liberamente alla sceneggiatura che il grande regista Orson Welles ricavò nel 1943 dal racconto dello scrittore francese Antonie de Saint-Exupéry con l’intento di realizzarne un film che poi non fu mai girato.

 

Il testo, recitato a più voci, è commentato musicalmente da 9 brevi brani per pianoforte a 4 mani e percussioni, appositamente composti dall’amico e collega Mauro Franceschi.

 

Le musiche si inframmezzano alla recitazione illustrata dai disegni tracciati sul momento su lucidi e proiettati su schermo con l’ausilio di una lavagna luminosa (oppure da tablet).

 

Recitazione-musica-disegno concorrono così ad una maggiore immedesimazione nel racconto, invitando a non soffermarsi appunto al ‘racconto’ ma a interrogarsi sul suo messaggio.

 

Il Quaderno non vuole appena documentare un’originale esperienza didattica, ma offrire gli strumenti per una sua riproposizione a tutti coloro che condividono il segreto del ‘piccolo principe’: «si vede bene soltanto con il cuore; l’essenziale è invisibile agli occhi.»

 

È possibile effettuare il download del testo con le immagini, degli spartiti dei brani pianistici e ascoltare le tracce audio cliccando qui

 

Giuliano Tonini


primopiano

Biscotti e parole


La nuova produzione del Laboratorio di TEATROMUSICAL in scena dal 23 al 25 maggio 2013 al Teatro Cristallo di Bolzano.



Allestimento del Laboratorio di TEATROMUSICAL
Musiche di Luca Merlini e Patrick Trentini
Regia di Flora Sarrubbo
Sceneggiatura di Luca Merlini
Direzione del coro di Livia Bertagnolli
Coreografie di Elisa Darù


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locandina

“Ti do la mia parola!” “La parola alla difesa!” “Non ho parole!” “Mi hai tolto le parole di bocca!” e potremmo continuare a lungo. La “parola” è un elemento così rilevante nella nostra quotidianità da poter essere paragonata al cibo: pane e parole, o – perché no – “Biscotti e Parole”. E cosa succederebbe se non potessimo più disporre liberamente delle parole, se la loro ampia fruibilità diventasse appannaggio esclusivo dei ceti sociali più elevati, se soltanto la ricchezza materiale potesse garantire le parole più belle? Prima o poi – probabilmente – qualcuno “guiderebbe” la rivolta; e nel frattempo gli allievi del Laboratorio di Teatromusical dell’Area Musicale Vivaldi “guideranno” i bambini in un nuovo spettacolo teatral-musicale nel quale i principali destinatari sono proprio i più piccoli, come già accaduto per “Un Due Tre Stella” (ispirato a “Il Piccolo Principe”) e “Oggi Niente Scuola” (liberamente tratto da “Le Favole al Telefono” di Gianni Rodari). Gli ingredienti sono consueti, e ben collaudati: musiche esclusivamente originali, eseguite rigorosamente dal vivo dagli allievi dell’Area, assieme ad una sceneggiatura inedita e unitamente a tanta voglia di far arrivare un messaggio che unisca didattica e divertimento. E queste due “parole” (per l’appunto) porteranno i piccoli spettatori alla consapevolezza che la possibilità di comunicare, scegliendo serenamente e senza limiti tra tutte le parole che conosciamo, è uno dei tesori più preziosi, fondamentale appunto come il pane… anzi, come i biscotti!


primopiano

Vittorino Andreoli


Ma la musica salverà il mondo?



Istituto per l’educazione musicale in lingua italiana Vivaldi di Bolzano.
Teatro Cristallo, venerdì 20 aprile ore 20,30.
A colloquio con Vittorino Andreoli.
Partecipano Elettra Vassallo e Giacomo Fornari.


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Vittorino Andreoli

Dostoievskij nel suo scritto su Puškin profetizzava che «la bellezza salverà il mondo». Certo il mondo gira ancora ma non appare in ottima salute e inoltre si deve constatare che la bellezza è diventata un’ossessione , almeno la bellezza del proprio corpo perché chi ce l’ha teme di perderla, chi si distanzia dai modelli che la rappresentano cerca affannosamente di raggiungerla in tutti i modi , dal trucco alla chirurgia estetica. Ne L’uomo di superficie , Vittorino Andreoli considera la bellezza addirittura una fonte di malattia diffusa ormai in tutti . Un bellezza legata a ciò che appare, alla cute e alle sue forme. Una vera smentita al credo di Dostoievskij. Ma allora chi salverà il mondo? a cosa attacchiamo la salvezza? Alla musica?
È fondamentale in momenti di piccole apocalissi avere fede e credere in qualche cosa di grande : la musica del passato? E quella della contemporaneità?
Una musica che salva o che almeno distragga dal problema delle crisi. Bisogna pur vivere!

Vittorino Andreoli è nato a Verona nel 1940, si laurea in Medicina e Chirurgia all'Università di Padova con una tesi di Patologia Generale. Continua la ricerca sperimentale presso l'Istituto di Farmacologia dell'Università di Milano, dedicandosi interamente all'encefalo ed in particolare alla correlazione tra neurobiologia e comportamento animale e umano. Dopo essersi laureato lavora in Inghilterra all'Università di Cambridge e successivamente negli Stati Uniti: prima al Cornell Medical College di New York e successivamente alla Harvard University, con il professor Seymour Kety. È stato direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona - Soave. Dal 1972 diventa Primario di psichiatria e da allora ha esercitato la professione nell'ambito delle strutture pubbliche con i diversi cambiamenti succedutisi dal punto di vista dei sistemi di assistenza al malato di mente e fino al 1999. Vittorino Andreoli è autore di libri che spaziano dalla medicina, alla letteratura, alla musicologia sistematica ed alla poesia e collabora con diverse riviste.

Durante l’incontro verranno eseguite alcuni passi tratti dall’oratorio di Leopold Mozart Der Mensch ein Gottesmörder (1753), Libretto di Ignaz Anton Weiser

Verstand Barbara Oss Emer
Gewissen Irene Magnago
Mensch Christian Gampenrieder

Organo concertante Fabio Rigali
Violoncello Giulia Biotti
Cembalo Elena Borgogno

Classi dei prof.ri Claudio Astronio, Elena Dardo e Oksana Lazareva

Ingresso libero, prenotazioni 388 1419789.


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